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title: "Architetture di alta disponibilità e best practice per il clustering software"
canonical: "https://safekit.eviden.com/it/best-practises/high-availability-architectures-and-best-practices/"
description: "Scopri le architetture di alta disponibilità (HA) e le best practice per il clustering delle applicazioni. SafeKit implementa cluster Mirror e Farm senza dischi condivisi, evitando la perdita di dati e fornendo failover automatico per le applicazioni critiche."
category: "best-practises"
lang: "it"
topics: "Quali sono le architetture di alta disponibilità e le best practice?, Tabelle comparative sulle architetture di alta disponibilità e le best practice"
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# Architetture di alta disponibilità e best practice per il clustering software {#high-availability-architectures--software-clustering-best-practices}

## Quali sono le architetture di alta disponibilità e le best practice? {#what-are-the-high-availability-architectures-and-the-best-practices}

### Panoramica {#overview}

Questo articolo presenta le diverse architetture di alta disponibilità e le relative best practice, confrontando vantaggi e svantaggi di ciascuna.

![Architetture di alta disponibilità e best practice](https://safekit.eviden.com/wp-content/uploads/2023/03/high-availability-architectures-and-best-practices.png "w:400")

Le tabelle comparative seguenti illustrano nel dettaglio l'architettura di alta disponibilità SafeKit e le relative best practice. SafeKit è un prodotto software per l'alta disponibilità.

### Quali sono le architetture di alta disponibilità? {#what-are-the-high-availability-architectures}

Esistono due tipi di [architetture di alta disponibilità](<https://www.techtarget.com/it-infrastructure/definition/What-is-high-availability-HA-Definition-and-guide>): quelle per applicazioni backend, come i database, e quelle per applicazioni frontend, come i servizi web.

Le architetture backend si basano su due server che condividono o replicano i dati e attivano il failover automatico dell'applicazione in caso di guasti hardware o software.

Le architetture frontend si basano su una farm di almeno due server. Il bilanciamento del carico, hardware o software, distribuisce le sessioni TCP tra i server disponibili.

È inoltre necessario scegliere tra alta disponibilità a livello applicativo e a livello di macchina virtuale.

### Quali sono le best practice? {#what-are-the-best-practices}

L'articolo esamina le best practice per le architetture di alta disponibilità confrontando:

  * [clustering software e hardware](<https://safekit.eviden.com/it/best-practises/clustering-software-vs-hardware-clustering/>),
  * [architettura shared-nothing e shared-disk](<https://safekit.eviden.com/it/best-practises/shared-nothing-architecture-vs-shared-disk-architecture/>),
  * [alta disponibilità applicativa e della macchina virtuale](<https://safekit.eviden.com/it/best-practises/vm-ha-vs-application-ha/>),
  * [alta disponibilità e tolleranza ai guasti](<https://safekit.eviden.com/it/best-practises/high-availability-cluster-vs-fault-tolerant-system/>),
  * [replica sincrona e asincrona](<https://safekit.eviden.com/it/best-practises/synchronous-replication-vs-asynchronous-replication/>),
  * [replica di file e di dischi](<https://safekit.eviden.com/it/best-practises/byte-level-file-replication-vs-block-level-disk-replication/>),
  * [tecniche di replica dei dati](<https://safekit.eviden.com/it/best-practises/data-replication-techniques/>),
  * [RPO e RTO con esempi](<https://safekit.eviden.com/it/best-practises/what-is-rpo-and-rto-with-examples/>),
  * [split brain e quorum](<https://safekit.eviden.com/it/best-practises/heartbeat-failover-quorum-windows-linux-cluster/>),
  * [indirizzi IP virtuali](<https://safekit.eviden.com/it/best-practises/how-a-virtual-ip-address-works/>).

## Tabelle comparative sulle architetture di alta disponibilità e le best practice {#comparative-tables-on-high-availability-architectures-and-best-practices}

Scegliere la giusta soluzione di Alta Disponibilità (High Availability - HA) è fondamentale per garantire la continuità aziendale e ridurre al minimo i tempi di inattività. Questo confronto offre un'analisi tecnica diretta di due principali approcci architetturali: il clustering software-defined shared-nothing di SafeKit rispetto ai metodi HA tradizionali, che si basano in genere su hardware, dischi condivisi (come una SAN) e configurazioni complesse. Queste differenze riguardano la semplicità di installazione, i metodi di replicazione dei dati, la velocità di ripristino (RTO/RPO) e la complessità operativa. La tabella seguente illustra le principali differenze sui temi chiave dell'alta disponibilità.

**Confronto Alta Disponibilità: Clustering software SafeKit vs. HA tradizionale / Clustering hardware**

Argomento | SafeKit (Clustering software / Approccio principale) | HA tradizionale / Clustering hardware  
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[Clustering software vs. Clustering hardware](https://safekit.eviden.com/best-practises/clustering-software-vs-hardware-clustering/) |  • Un semplice cluster software con il pacchetto SafeKit semplicemente installato su due server  |  • Clustering hardware complesso che richiede uno storage esterno o bilanciatori di carico di rete   
[Shared Nothing vs. Cluster a dischi condivisi](https://safekit.eviden.com/best-practises/shared-nothing-architecture-vs-shared-disk-architecture/) |  • SafeKit è un cluster shared-nothing: facile da distribuire anche in siti remoti  |  • Un cluster a dischi condivisi è complesso da distribuire   
[Alta disponibilità applicativa vs. Alta disponibilità completa delle macchine virtuali](https://safekit.eviden.com/it/best-practises/vm-ha-vs-application-ha/) |  • L'HA applicativa gestisce sia i guasti hardware che quelli software grazie ai controllori applicativi (checker).<br>• Tempo di ripristino rapido riavviando solo l'applicazione ([RTO nell'ordine di 1 minuto o meno](https://safekit.eviden.com/best-practises/what-is-rpo-and-rto-with-examples/)).<br>• L'HA applicativa richiede la definizione di script di riavvio per applicazione e delle cartelle da replicare (moduli applicativi SafeKit).  |  • L'HA completa per VM gestisce i guasti hardware e alcuni guasti software, come una VM bloccata.<br>• Riavvio della VM in caso di guasto e tempo di ripristino dipendente dal riavvio del sistema operativo.<br>• Nessuno script di riavvio da definire con l'HA completa per macchine virtuali (moduli SafeKit 🛠️ [hyperv.safe](https://safekit.eviden.com/quick-install/safekit-quick-installation-guide-with-hyper-v/) o 🛠️ [kvm.safe](https://safekit.eviden.com/quick-install/safekit-quick-installation-guide-with-kvm/)). Gli hypervisor lavorano in modalità attivo/attivo semplicemente con più macchine virtuali.
[Alta disponibilità vs. Tolleranza ai guasti (Fault Tolerance)](https://safekit.eviden.com/best-practises/high-availability-cluster-vs-fault-tolerant-system/) |  • Nessun server dedicato con SafeKit. Ogni [server può fungere da server di failover per l'altro](https://safekit.eviden.com/architectures/active-active-cluster-real-time-replication/).<br>• Guasto software con riavvio in un altro ambiente di sistema operativo.<br>• Aggiornamento graduale dell'applicazione e del sistema operativo possibile server per server (le versioni N e N+1 possono coesistere).  |  • Server secondario dedicato all'esecuzione della stessa applicazione sincronizzata a livello di singola istruzione.<br>• Eccezione software che si verifica su entrambi i server contemporaneamente.<br>• Aggiornamento graduale non possibile.<br>• Hardware o hypervisor specifici a tolleranza di guasto.   
[Replicazione sincrona vs. Replicazione asincrona](https://safekit.eviden.com/best-practises/synchronous-replication-vs-asynchronous-replication/) |  • SafeKit implementa una replicazione sincrona in tempo reale senza alcuna perdita di dati in caso di guasto.<br>• Prerequisito fondamentale per l'alta disponibilità.  |  • Con la replicazione asincrona si verifica una perdita di dati in caso di guasto.<br>• Non adatta per l'alta disponibilità, ma per soluzioni di backup.   
[Replicazione di file a livello di byte vs. Replicazione di disco a livello di blocco](https://safekit.eviden.com/best-practises/byte-level-file-replication-vs-block-level-disk-replication/) |  • SafeKit implementa la replicazione di file in tempo reale a livello di byte e si configura semplicemente indicando le cartelle applicative da replicare, anche sul disco di sistema.  |  • La replicazione del disco a livello di blocco è complessa da configurare e richiede il posizionamento dei dati applicativi su un disco dedicato.   
[Heartbeat, Failover e Quorum per evitare 2 nodi Master](https://safekit.eviden.com/best-practises/heartbeat-failover-quorum-windows-linux-cluster/) |  • Per evitare 2 master (Split-Brain), SafeKit propone un semplice verificatore di split-brain configurato su un router.  |  • Per evitare 2 master, gli altri cluster richiedono una configurazione complessa con una terza macchina, un disco di quorum dedicato o un'interconnessione speciale.   
[Indirizzo IP virtuale: Primario/Secondario, bilanciamento del carico di rete, failover](https://safekit.eviden.com/best-practises/how-a-virtual-ip-address-works/) |  • In un cluster SafeKit non sono richiesti server proxy dedicati né configurazioni di rete speciali per gli indirizzi IP virtuali.  |  • Negli altri cluster è richiesta una configurazione di rete speciale per gli indirizzi IP virtuali (nota: SafeKit offre un controllo dello stato di salute adattato ai bilanciatori di carico).   

**In sintesi** , la scelta architetturale tra il clustering software (come SafeKit) e il clustering hardware (tradizionali architetture a disco condiviso/SAN) influisce in modo significativo sulla complessità di implementazione, sui costi operativi e sull’efficacia del ripristino in caso di guasto. La principale conclusione di questo confronto è il passaggio verso architetture shared-nothing e soluzioni di alta disponibilità (HA) a livello applicativo, che privilegiano il rapido ripristino delle applicazioni (RTO ridotto) e la flessibilità di implementazione (anche tra siti remoti). Questo approccio porta spesso a una soluzione più semplice, snella e resiliente rispetto a configurazioni cluster altamente complesse e fortemente dipendenti dall’hardware. Per garantire la massima continuità operativa con una gestione semplificata, è fondamentale valutare un approccio basato sul software.

